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aggiornata: 22 - 07 - 09

     L'acqua é uguale per tutti             STOP AL CONSUMO DEL TERRITORIO
La CASA MONDO
SPAZIO dell'AMBIENTE
e della SALUTE

Water is a gift from Earth. We need to take care of it and preserve it so the next generation can live. If we don’t, the cost is the people, it is us
Oscar Olivera, water activist, Bolivia, 2006


Indice parziale



Care2 subscriber since Mar 25, 2009
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Care2 Action Alert

Hi PIERO,

In a stunning blow to the U.S.'s environment, the Obama Administration just approved a clearcut of 382 acres of timber in a roadless area of Alaska's Tongass National Forest.

Obama needs to know the world agrees: Stop the clearcut! >>

The clearcut in the Tongass will involve building 6.9 miles of roads and rebuilding another 1.9 miles of old roads. Secretary of Agriculture Tom Vilsack put a temporary halt to timber sales in roadless areas of national forests -- but he approved this timber sale despite the concerns of people who care about this important temperate rainforest, home to numerous endangered species.

Vilack argues it'll provide much-needed jobs for the region -- but even in troubled economic times, we cannot sacrifice the future of our planet!

Urge President Obama to reverse this decision and ensure no more clearcutting and roadbuilding occurs in the Tongass >>

From Care2 Thank you,
LiAnna
Care2 and ThePetitionSite Team

Take action link: http://www.care2.com/go/z/e/AFoQE/zJjS/bc.Ld
 

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care2 petitionsite actionAlert
Please sign the petition to help protect Alaska's wolves from this brutal practice.
Carbofuran pesticide – which is banned in the United States and the EU – is poisoning Africa's wildlife. Watch the video and take action to help ban this poison in Kenya.
Take Action!

Dear PIERO,

Good news! Recent reports from the agricultural committee in Kenya's parliament are saying that the manufacturer of carbofuran pesticide is being told to remove the remaining pesticide from Kenya – and that an environmental committee is being set up to draft a final ban.

Support Kenya's parliament in banning carbofuran pesticide – and help protect Africa's majestic, wild lions »

Over the past six years, 62 lions have been killed by poison. In 2004, 187 vultures died after feasting on a carcass that had been laced with furadan on the Athi-Kapiti plains adjoining the Nairobi National Park.

While the Kenyan government has previously stopped the sale of carbofuran pesticide in the country, some members of Kenya's parliament have voiced their opposition to a ban.

Please act today. Send your message to the Minister of Tourism and Wildlife – urge Kenya to protect Africa's wildlife from this toxic pesticide »

Take action link: http://www.care2.com/go/z/e/AFoG1/zJi0/bc.Ld

Thank you for speaking out for wildlife!

Natasha
Care2 Campaign Team



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American Academy of Environmental Medicine. Ogm: seri rischi per la salute
E-mail Stampa PDF
mashera_melaL'American Academy of Environmental Medicine (AAEM) ha pubblicato un documento in cui si afferma che «gli ogm pongono seri rischi per la salute» e si consiglia di evitare il loro consumo. Gli organismi geneticamente modificati sono entrati in commercio solo 13 anni fa, e non ci sono studi accurati sui loro effetti a lungo termine per quanto riguarda gli esseri umani. Gli esperimenti sugli animali hanno mostrato risultati preoccupanti come allergie, disfunzioni immunitarie, problemi di fertilità, mortalità infantile, scompensi d'insulina e alterazione comportamentali.
Su queste basi l'AAEM chiede una moratoria sul cibo prodotto con ogm e invita i medici a sconsigliare ai loro pazienti l'utilizzo di alimenti derivanti da organismi geneticamente modificati.
L'accademia inoltre vuole promuovere una campagna per una chiara etichettatura. I prodotti gm maggiormente coltivati sono soia, mais, colza, cotone e canna da zucchero, ma molti altri vegetali si stanno affacciando sul mercato come papaia, pomodoro, patata, zucchina...
La questione diviene però ancor più complessa, poiché i prodotti come carne, pesce, formaggio, uova non biologici provengono da animali nutriti con mais e soia ogm.
Nel settore del biologico poi, dove gli organismi geneticamente modificati sono vietati, si pone il problema della contaminazione accidentale (soglia dello 0.1% per bio, 0.9% per convenzionale).
Proprio la settimana scorsa il programma Co-Extra, uno studio di 5 anni condotto da 200 ricercatori di 18 Paesi, ha concluso che la coabitazione su larga scala di prodotti convenzionali o bio con gli ogm è impossibile, almeno in Europa.
I ricercatori hanno realizzato dei modelli per valutare le distanze di sicurezza per evitare contaminazioni, considerando diversi parametri: specie coltivate, grandezza dei campi, geografia locale, direzione dei venti... Per il mais, il cui polline è considerato poco volatile, la distanza tra le coltivazioni deve essere di almeno 300 metri. «Ma alcuni pollini viaggiano anche per 30 Km» dice il coordinatore di Co-ExtraYves Bertheau «e quindi saranno necessarie intere zone adibite a barriere anti contaminazione».. Ma in Europa, essendo presenti ancora molte piccole aziende e vista la forte parcellizzazione dei campi, questo sistema diventa poco fattibile.
Il documento dell'AAEM
da Sloweb

Sulla ripubblicazione dell'acqua, bene comune e diritto umano universale

Vi è sul pianeta un percorso da fare, scegliere di camminare nel percorso della Organizzazione mondiale del commercio WTO per cui l'acqua è un bene solo se produce ricchezza denaro, dividendi, o camminare sulla strada del Forum mondiale dell'acqua per cui l'acqua è un bene comune dell'umanità, diritto di tutti, che deve essere distribuito a tutti e non solo dove produce denaro.

La situazione italiana

Nel marzo 2007 la provincia di Torino ha firmato una “Mozione di sostegno alla proposta di legge popolare”

Nel frattempo, e fino ad oggi, vi sono in atto diverse proteste contro gli aumenti delle tariffe e per le inefficenze del servizio, raccolte firme, referendum, proposte di legge, in Campania, in provincia di Asti. in Sardegna (18.000 firme), a Frosinone, Roma, Alimena (PA), contro la “Mediterranea Acque”, Gualdo Tadino (PG), Agrigento contro “Girgenti Acque”, a NOLA in provincia di Napoli le tariffe sono aumentate del 38%, provincia Bari – Comitato di sostegno alla proposta di legge ( 180 associazioni). Sono state raccolte circa 30.000 firme ed approvate circa 24 delibere di adesione di altrettanti Enti locali a sostegno della legge, a Bivona (AG) – referendum per l'acqua pubblica 99,43 % a favore, marzo 2009 partirà la Campagna a Torino “ Acqua bene pubblico”

In settembre 2008 – parte la campagna “Imbrocchiamola!” per l'utilizzo dell'acqua dei rubinetti nei locali pubblici

La situazione europea e internazionale

Bolivia, il governo ha revocato la concessione dell'acqua a Suez, dopo sette anni di privatizzazione. Il Dipartimento per lo sviluppo internazionale (DflD) in Inghilterra è stato recentemente accusato di utilizzare i budget stanziati per gli aiuti umanitari per finanziare la privatizzazione attraverso il finanziamento di "consulenti per la privatizzazione dell'acqua"

Anche a Malmoe in due seminari ricercatori, lavoratori del settore e sindacalisti, manager pubblici di servizi idrici e amministratori locali si sono confrontati mostrando come le migliori gestioni dell’acqua in Europa siano per l’appunto gestioni pubbliche,

In Val di Susa e in Italia:

Pur con la mozione di sostegno della provincia alla Proposta di iniziativa popolare, la privatizzazione dell'acqua marcia spedita.

Purtroppo, e ormai, la più parte dei comuni della Val Susa ha privatizzato I suoi acquedotti,

togliendo ancora ai cittadini un bene primario, spesso con la promessa di mantenerli pubblici, e nonostante la raccolta di firme da parte dei cittadini.

L' assurdo e che, se si continuerà a perseguire la via dannosa di costruzione del Tav, avremo maggiori distruzioni delle fonti e un servizio privato che mancherà del bene che dovrebbe distribuire.

Occorre perciò mantenere alta l'attenzione, con le campagne in atto, con tutti I mezzi disponibili, aderire e sostenere la Proposta di legge.


e-mail inviata a Global Movement to Ban Bottled Water in Municipalities" petition!


Feb 18, PIERO LANARO, Italy

my name is Piero Lanaro and I am writing from Italy. We are pursuing a project called "People's Movement Project," and we would like to have e-mail about your initiatives to be included in the site. The best way to understand our initiative is to visit the site   www.movimentopopolaremondiale.org, is in Italian but you can translate with a translator of Google. We've added a page that talks about everything that affects enviroment, still being updated, it would be interesting to put your contributions. Thanks very much for your attention and we hope soon to receive e-mail on your initiatives. Could be an interesting iniziative start a world campaign on different subject (public water, free press, alternatives energies, against war, antiracist, for work, against poverty ectetera)

Piero Lanaro



Lunedì 9 Marzo - terza giornata mondiale della lentezza - sede centrale dell'appuntamento a Tokyo

www.vivereconlentezza.it



ricevo da Armando

Petrolio%20e%20Turismo%20per%20la%20stampa.pdf



Notizie e eventi sono segnalati da amici ruralpini. Collabora anche tu.


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Newsletter Ruralpina n. 12 - luglio 2009

 

 

http://www.ruralpini.it/index.html

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NOTIZIE E COMMENTI

(20.07.09) Negli Usa la Wilderness Society è alleata dei cacciatori

Una vicenda esemplare illustra come negli Usa l'ambientalismo si guarda bene dal prendere posizioni anticaccia. La scorsa primavera gli anticaccia hanno tentato di bloccare in Congresso una legge a favore della tutela delle aree demaniali pur di non far passare un emendamento che consente di portare armi nelle aree wilderness.  Wilderness societye ambientalisti da una parte, anticaccia dall'altra, duramente contrapposti.  Tutto un altro mondo rispetto all'Italia.

http://www.ruralpini.it/Commenti_Wilderness.htm

 

(19.07.09) Lombardia: la vera 'calamità naturale' è la monocoltura del mais

Quanti problemi ha creato e crea la monocoltura del mais nella Padania? Pozzi chiusi per inquinamento da Atrazina, livelli fuorilegge di diserbanti nei fiumi (tuttora), contaminazione di nitrati nelle falde acquifere. Oggi il problema è la Diabrotica , un insetto di origine americana. Si chiede la 'calamità naturale', si sono usati insetticidi granulari alla semina (contro le larve) e ora si irrorano i campi di insetticidi contro gli adulti. Si da tutta la colpa al divieto di concia dei semi con i neonicotinoidi (causa di moria delle api).  Il fatto è che, in spregio alle regole UE,  per soddisfare la fame della zootecnia intensiva padana (vacche da latte, maiali da carne, vitelloni, avicoli) si è derogato al divieto di monosucecssione e di rispetto di fasce di non coltivazione intorno alle aree colpite. 

http://www.ruralpini.it/Commenti_Diabrotica.htm

 

(18.07.09) Riforma della caccia

Entra nel vivo la discussione sulla riforma della legge sulla caccia (la 157 del 1992). Da parte dei verdi si ripropongono le solite pregiudiziali ideologiche anticaccia senza riscontro con una realtà europea che vede  ecologisti e cacciatori alleati.   Oggi è necessaria una gestione multifunzionale di uno spazio agrosilvopastorale sempre meno oggetto di coltivazione ma che è assurdo destinare ad una malintesa wilderness (sia per ragioni ambientali che economiche). L'attività venatoria non solo non è 'arcaica' ma assume crescente importanza.  Le proposte dei cacciatori su diversi punti sono condivisibili (controllo della fauna problematica, limite alle aree protette, commercializzazione della selvaggina). Va però meglio chiarito che la fauna selvatica deve essere una risorsa per integrare il reddito agricolo e sostenere le realtà rurali.

http://www.ruralpini.it/Commenti_Caccia.htm

 

(16.07.09) " Vita in malga": insegnanti in alpe

Dal 19 al 24 luglio un gruppo di insegnanti delle valli Camonica e Trompia (BS) soggioreranno presso la Malga Campolungo (in Val Grigna) a 1510 m per partecipare al 4° seminario estivo organizzato dal Centro Coordinamento Servizi Scolastici della Valle Camonica. Il tema del seminario è "Vita in malga": un'immersione nel mondo dell'alpeggio, un patrimonio, ancora vivo, di valori, saperi, socialità. Lo scopo? Prendere spunti per valorizzare la cultura locale nell'offerta formativa e utilizzare l'alpeggio come modello per la ricerca sul territorio rispetto ad una pluralità di discipline. 

http://www.ruralpini.it/Inforegioni16.07.htm

 

(15.07.09) I suoni del pastoralismo

Un musicologo pavese, cultore di sonorità rurali, ha raccolto campanacci di ogni regione (d'Italia e del mondo) e allestito una mostra internazionale. Al fine di implementare la mostra invitiamo tutti a segnalare notizie su artigiani e luoghi di fabbricazione (attuali e storici) di campani e campanacci.

http://www.ruralpini.it/Inforegioni15.07.htm 

 

(11.07.09) Dalla terra... il pane: il Parco della Molgora (MB) dimostra che 'km 0 si può' anche in un'area fortemente urbanizzata

Far produrre alla propria terra il proprio pane è operazione di grande valore anche simbolico. Decollato nel 2006 il progetto 'Pane del Molgora', caldeggiato dal Parco di interesse locale del Molgora (Monza e Brianza), è passato da 5 ha seminati nel 2007 ai 40 ha del 2008. Purtroppo la produzione di farina nel 2009 è aumentata di poco (da 250 q.li del 2008 agli attuali 500) a causa di avversità della coltura e di organizzazione della filiera. Non è facile attivare una filiera locale, ma l'interesse suscitato presso gli attori locali è grande. La 'spinta' del neonato, ma già ben avviato, 'Consorzio di cuochi e ristoratori di Lombardia' (Presidente Matteo Scibilia della 'Osteria della buona condotta' di Ornago) appare decisiva per il proseguimento e il successo dell'iniziativa.

http://www.ruralpini.it/Inforegioni11.07.htm

 

(10.07.09) Cinema ruralpino

Quest'anno Manuele Cecconello completerà la sua trilogia 'Olga e il tempo'. In Home Page ruralpini il trailer della prima parte 'epica minima del mattino'

 realizzata in Valle Elvo (BI) nel 2006.

http://www.ruralpini.it/Inforegioni10.07.htm

 

09.07.09) Non se ne può più!

Il continuo aumento della presenza di cinghiali sulle Alpi  aggrava il quadro di difficile "resistenza in quota". Contadini e semplici proprietari di un pezzo di terra subiscono gravi danni e si sentono assediati e ignorati dalle istituzioni che non hanno sinora saputo o voluto affrontare la questione.

Sul tema interviene nel Forum ruralpino il Dr. Guido Calvi (Valle Camonica).

http://www.ruralpini.it/Forumfauna.htm

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NOTIZIE FLASH

(15.07.09) Rifugi alleati degli alpeggi

Una settantina di rifugi, situati nel territorio alpino tedesco, austriaco e sudtirolese, partecipano attualmente alla campagna "Il sapore delle montagne". E' un marchio di qualità legato al territorio. Esso viene attribuito ai rifugi dei club alpini, e ai relativi gestori, che utilizzano e offrono prodotti d'alpeggio e dell'agricoltura di montagna del territorio circostante.

http://www.ruralpini.it/InfoBrevi.htm

 

NOVITA' NEL SITO

Quel latte è “troppo” naturale. Non si deve bere. Saggio tra storia, normative e politica per tornare sul tema del latte crudo e difendere il diritto a produrlo e consumarlo. http://www.ruralpini.it/Testi_MC_New.htm

 

 

EVENTI

 

Domenica 26 luglio 2009 dalle 9.00 alle 19.00, presso il Passo Forcora (Val Veddasca, Alto Luinese (VA) si svolgerà la IV edizione della 'FESTA DELL'ALPEGGIO'

 

Domenica 26 luglio 2009,Capanne di Marcarolo - Bosio (AL)

Tradizionale fiera del bestiame (legata alla valorizzazione delle razze autoctone dell'appennino piemontese - ligure- lombardo - emiliano) nel Parco Naturale Capanne di Marcarolo

 

ALTRI EVENTI E DETTAGLI PROGRAMMI a:  http://www.ruralpini.it/EventiNew.htm




Intervento di
Severn Suzuki (12 anni)
 ad un Summit delle Nazioni Unite Rio de Janeiro(1992).


Buonasera, sono Severn Suzuki e parlo a nome di ECO (Environmental Children Organization). Siamo un gruppo di ragazzini di 12 e 13 anni e cerchiamo di fare la nostra parte, Vanessa Suttie, Morgan Geisler, Michelle Quaigg e me.
Abbiamo raccolto da noi tutti i soldi per venire in questo posto lontano 5000 miglia, per dire alle Nazioni Unite che devono cambiare il loro modo di agire. Venendo a parlare qui non ho un'agenda nascosta, sto lottando per il mio futuro.
Perdere il mio futuro non è come perdere un'elezione o alcuni punti sul mercato azionario.
Sono a qui a parlare a nome delle generazioni future. Sono qui a parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il pianeta e le cui grida rimangono inascoltate. Sono qui a parlare per conto del numero infinito di animali che stanno morendo nel pianeta, perchè non hanno più alcun posto dove andare.
Ho paura di andare fuori al sole perché ci sono de buchi nell'ozono, ho paura di respirare l'aria perchè non so quali sostanze chimiche contiene. Ero solita andare a pescare a Vancouver, la mia città, con mio padre, ma solo alcuni anni fa abbiamo trovato un pesce pieno di tumori. E ora sentiamo parlare di animali e piante che si estinguono, che ogni giorno svaniscono per sempre.
Nella mia vita mia ho sognato di vedere grandi mandrie di animali selvatici e giungle e foreste pluviali piene di uccelli e farfalle, ma ora mi chiedo se i miei figli potranno mai vedere tutto questo. Quando avevate la mia età, vi preoccupavate forse di queste cose? Tutto ciò sta accadendo sotto i nostri occhi e ciò nonostante continuiamo ad agire come se avessimo a disposizione
tutto il tempo che vogliamo e tutte le soluzioni. Io sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni, ma mi chedo se siete coscienti del fatto che non le avete neppure voi.
Non sapete come si fa a riparare i buchi nello strato di ozono, non sapete come riportare indietro i salmoni in un fiume inquinato, non sapete come si fa a far ritornare in vita una specie animale estinta, non potete far tornare le foreste che un tempo crescevano dove ora c'è un deserto. Se non sapete come fare a riparare tutto questo, per favore smettete di distruggerlo. Qui potete esser
presenti in veste di delegati del vostro governo, uomini d'affari, amministratori di organizzazioni, giornalisti o politici, ma in verità siete madri e padri, fratelli e sorelle, zie e zii e tutti voi siete anche figli.
Sono solo una bambina, ma so che siamo tutti parte di una famiglia che conta 5 miliardi di persone, per la verità, una famiglia di 30 milioni di specie. E nessun governo, nessuna frontiera, potrà cambiare questa realtà.
Sono solo una bambina ma so e dovremmo tenerci per mano e agire insieme come un solo mondo che ha un solo scopo.
La mia rabbia non mi acceca e la mia paura non mi impedisce di dire al mondo ciò che sento.
Nel mio paese produciamo così tanti rifiuti, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, e tuttavia i paesi del nord non condividono con i bisognosi. Anche se abbiamo più del necessario, abbiamo paura
di condividere, abbiamo paura di dare via un po' della nostra ricchezza. In Canada, viviamo una vita privilegiata, siamo ricchi d'acqua, cibo, case abbiamo orologi, biciclette, computer e televisioni. La lista potrebbe andare avanti per
due giorni. Due giorni fa, qui in Brasile siamo rimasti scioccati, mentre trascorrevamo un po di tempo con i bambini di strada. Questo è ciò che ci ha detto un bambino di strada: "Vorrei essere ricco, e se lo fossi vorrei dare ai bambini di strada cibo, vestiti, medicine, una casa, amore ed affetto". Se un bimbo di strada che non ha nulla è disponibile a condividere, perchè noi che
abbiamo tutto siamo ancora così avidi? Non posso smettere di pensare che quelli sono bambini che hanno la mia stessa età e che nascere in un paese o in un altro fa ancora una così grande differenza; che potrei essere un bambino in una
favela di Rio, o un bambino che muore di fame in Somalia, una vittima di guerra in medio-oriente o un mendicante in India. Sono solo una bambina ma so che se tutto il denaro speso in guerre fosse destinato a cercare risposte ambientali,
terminare la povertà e per siglare degli accordi, che mondo meraviglioso sarebbe questa terra! A scuola, persino all'asilo, ci insegnate come ci si comporta al mondo. Ci insegnate a non litigare con gli altri, a risolvere i problemi, a rispettare gli altri, a rimettere a posto tutto il disordine che facciamo, a non ferire altre creature, a condividere le cose, a non essere avari.
Allora perché voi fate proprio quelle cose che ci dite di non fare?
Non dimenticate il motivo di queste conferenze, perché le state facendo?
Noi siamo i vostri figli, voi state decidendo in quale mondo noi dovremo crescere. I genitori dovrebbero poter consolare i loro figli dicendo: "Tutto andrà a posto. Non è la fine del mondo, stiamo facendo del nostro meglio".
Ma non credo che voi possiate dirci più queste cose. Siamo davvero nella lista delle vostre priorità? Mio padre dice sempre siamo ciò che facciamo, non ciò che diciamo.
Ciò che voi state facendo mi fa piangere la notte. Voi continuate a dire che ci amate, ma io vi lancio una sfida: per favore, fate che le vostre azioni riflettano le vostre parole.
la bellezza dei paesaggi
la purezza delle sorgenti
acqua...
natura...

CAMPAGNA/E per L'ACQUA PUBBLICA

Adesioni enti locali (da Forum italiano dei movimenti per l'acqua)

Provincia di Asti, Provincia di Bari, Provincia di Chieti, Provincia di Lecce, Provincia di Torino, Provincia di Venezia, Comune di Acquaviva delle Fonti (BA), Comune di Alano di Piave (BL), Comune di Amaseno (FR), Comune di Amblar (TN), Comune Altamura (Ba), Comune di Arco (TN), Comune di Arona (NO), Comune di Bari, Comune di Belforte Monferrato (AL), Comune di Bitonto (BA), Comune di Bolzano, Comune di Bollate (MI), Comune di Borbona (RI), Comune di Bormio (SO), Comune di Bortigali (NU), Comune di Bovegno (BS), Comune di Bresso (MI), Comune di Brugherio (MI), Comune di Caldes (TN), Comune di Canelli (AT), Comune di Capannori (LU), Comune di Capriata d’Orba (AL), Comune di Carlantino (FG), Comune di Casalvecchio di Puglia (FG), Comune di Casamassima (BA), Comune di Casoli (CH), Comune di Casorate Sempione (VA), Comune di Castello d’Annone (AT), Comune di Castelspina (AL), Comune di Castrignano dei Greci (LE), Comune di Castrovillari (CS), Comune di Cava Manara (PV), Comune di Ceglie Messapica (BR), Comune di Cellino San Marco (BR), Comune di Cerreto Laziale (RM), Comune di Cinisello Balsamo (MI), Comune di Cisternino (BR), Comune di Collegiove (RI), Comune di Cologno Monzese (MI), Comune di Corigliano d’Otranto (LE) , Comune di Cormano (MI), Comune di Cosenza, Comune di Croviana (TN), Comune di Cusano Milanino (MI), Comune di Daverio (VA), Comune di Don (TN), Comune di Fiavè (TN), Comune di Foggia, Comune di Fresonara (AL), Comune di Genazzano (RM), Comune di Giuliano Teatino (CH), Comune di Golasecca (VA), Comune di Gonnoscodina (OR), Comune di Guspini (VS), Comune di Isera (TN), Comune di Jesi (AN), Comune di Lerma (AL), Comune di Limena (PD), Comune di Lizzanello (LE), Comune di Locorotondo (BA), Comune di Lurate Caccivio (CO), Comune di Luserna (TN), Comune di Maiolo (PU), Comune di Malalbergo (BO), Comune di Melpignano (LE), Comune di Mesagne (BR), Comune di Montecopiolo (PU), Comune di Montorio Romano (RM), Comune di Muscoline (BS), Comune di Nago-Torbole (TN), Comune di Nocera Umbra (PG), Comune di Oggiona con S. Stefano (VA), Comune di Ossana (TN), Comune di Ostuni (BR), Comune di Paderno Dugnano (MI), Comune di Pedavena (BL), Comune di Pescara, Comune di Pietrarubbia (PU), Comune di Pignataro Maggiore (CE), Comune di Pisticci (MT), Comune di Poggio Imperiale (FG), Comune di Povegliano Veronese (VR), Comune di Pozza di Fassa (TN), Comune di Prevalle (BS), Comune di Rabbi (TN), Comune di Rignano Garganico (FG), Comune di Roseto Valfortore (FG), Comune di Rumo (TN), Comune di Salice Salentino (LE), Comundi di Samarate (VA), Comune di San Andrea del Garigliano (FR), Comune di San Benigno Canavese (TO), Comune di San Giacomo delle Seginate (MN), Comune di San Gregorio da Sassola (RM) , Comune di San Martino Valle Caudina (AV), Comune di San Paolo di Civitate (FG), Comune di San Pietro Vernotico (BR), Comune di Schio (VI), Comune di Sedini (SS), Comune di Segonzano (TN), Comune di Serravalle Scrivia (AL), Comune di Sesto San Giovanni (MI), Comune di Settimo Vittone (TO), Comune di Soraga (TN), Comune di Specchia (LE), Comune di Statte (TA), Comune di Stornara (FG), Comune di Tagliolo Monferrato (AL), Comune di Telve (TN), Comune di Terlizzi (BA), Comune di Terragnolo (TN), Comune di Torremaggiore (FG), Comune di Toffia (RI), Comune di Torino di Sangro (CH), Comune di Trichiana (BL), Comune di Valdisotto (SO), Comune di Valle Agricola (CE), Comune di Vigevano (PV), Comune di Vignola Falesina (TN), Comune di Villa Castelli (BR), Comune di Zoldo Alto (BL),

Altri Enti:

Ato 5 Astigiano - Monferrato, Comprensorio Ladino di Fassa, Comunità montana Valli Curone - Grue - Ossona (AL), Consorzio dei 101 Comuni dell’Acquedotto del Monferrato, Ente Parchi e Riserve Naturali Astigiani.


PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE CONCERNENTE :

PRINCIPI PER LA TUTELA, IL GOVERNO E LA GESTIONE PUBBLICA DELLE ACQUE E DISPOSIZIONI PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO

Articolo 1 (Finalità)

1. La presente legge, ai sensi dell’art. 117, lettere m) ed s), della Costituzione, detta i principi con cui deve essere utilizzato, gestito e governato il patrimonio idrico nazionale.

2. La presente legge si prefigge l’obiettivo di favorire la definizione di un governo pubblico e partecipativo del ciclo integrato dell’acqua, in grado di garantirne un uso sostenibile e solidale.

Articolo 2 (Principi generali)

1. L’acqua è un bene naturale e un diritto umano universale. La disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili ed inviolabili della persona.

2. L’acqua è un bene finito, indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi. Tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà. Qualsiasi uso delle acque è effettuato salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale. Gli usi delle acque sono indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrogeologici.

3. L’uso dell’acqua per l’alimentazione e l’igiene umana è prioritario rispetto agli altri usi del medesimo corpo idrico superficiale o sotterraneo. Come tale, deve essere sempre garantito, anche attraverso politiche di pianificazione degli interventi che consentano reciprocità e mutuo aiuto tra bacini idrografici con disparità di disponibilità della risorsa. Gli altri usi sono ammessi quando la risorsa è sufficiente e a condizione che non ledano la qualità dell’acqua per il consumo umano.

4. L’uso dell’acqua per l’agricoltura e l’alimentazione animale è prioritario rispetto agli altri usi, ad eccezione di quello di cui al comma 3.

5. Tutti i prelievi di acqua devono essere misurati a mezzo di un contatore a norma UE fornito dall’autorità competente e installato a cura dell’utilizzatore secondo i criteri stabiliti dall’autorità stessa.

Articolo 3 (Principi relativi alla tutela e alla pianificazione)

1. Per ogni bacino idrografico viene predisposto un bilancio idrico entro due anni dall’entrata in vigore della presente legge. Il bilancio idrico viene recepito negli atti e negli strumenti di pianificazione concernenti la gestione dell’acqua e del territorio e deve essere aggiornato periodicamente.

2. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, sentita la Conferenza Stato-Regioni, individua per decreto l’autorità responsabile per la redazione e l’approvazione dei bilanci idrici di bacino e i relativi criteri per la loro redazione secondo i principi contenuti nella Direttiva 60/2000/CE al fine di assicurare :

a)il diritto all’acqua;

b) l’equilibrio tra prelievi e capacità naturale di ricostituzione del patrimonio idrico;

c) la presenza di una quantità minima di acqua, in relazione anche alla naturale dinamica idrogeologica ed ecologica, necessaria a permettere il mantenimento di biocenosi autoctone e il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale, per garantire la tutela e la funzionalità degli ecosistemi acquatici naturali.

3. Al fine di favorire la partecipazione democratica, lo Stato e gli enti locali applicano nella redazione degli strumenti di pianificazione quanto previsto dall’articolo 14 della Direttiva 2000/60 CE su “informazione e consultazione pubblica”.

4. Il rilascio o il rinnovo di concessioni di prelievo di acque deve essere vincolato al rispetto delle priorità, così come stabilite all’articolo 2, commi 3 e 4, e alla definizione del bilancio idrico di bacino, corredato da una pianificazione delle destinazioni d’uso delle risorse idriche.

5. Fatti salvi i prelievi destinati al consumo umano per il soddisfacimento del diritto all’acqua, il rilascio o il rinnovo di concessioni di prelievo di acque deve considerare il principio del recupero dei costi relativi ai servizi idrici, compresi i costi ambientali e relativi alle risorse soddisfacendo in particolare il principio “chi inquina paga”, così come previsto dall’articolo 9 della Direttiva 2000/60 CE , fermo restando quanto stabilito all’articolo 8 della presente legge. Per esigenze ambientali o sociali gli Enti preposti alla pianificazione della gestione dell’acqua possono comunque disporre limiti al rilascio o al rinnovo delle concessioni di prelievo dell’acqua anche in presenza di remunerazione dell’intero costo.

6. In assenza di quanto previsto dai commi 1, 2, 3 e 4 non possono essere rilasciate nuove concessioni e quelle esistenti devono essere sottoposte a revisione annuale.

7. Le acque che, per le loro caratteristiche qualitative, sono definite “destinabili all’uso umano”, non devono di norma essere utilizzate per usi diversi. Possono essere destinate ad usi diversi solo se non siano presenti altre risorse idriche, nel qual caso l’ammontare del relativo canone di concessione è decuplicato.

8. Per tutti i corpi idrici deve essere garantita la conservazione o il raggiungimento di uno stato di qualità vicino a quello naturale entro l’anno 2015 come previsto dalla Direttiva 60/2000/CE attraverso:

- il controllo e la regolazione degli scarichi idrici;
- l’uso corretto e razionale delle acque;
- l’uso corretto e razionale del territorio.

9. Le concessioni al prelievo e le autorizzazioni allo scarico per gli usi differenti da quello potabile possono essere revocate dall’autorità competente, anche prima della loro scadenza amministrativa, se è verificata l’esistenza di gravi problemi qualitativi e quantitativi al corpo idrico interessato. In tali casi non sono dovuti risarcimenti di alcun genere, salvo il rimborso degli oneri per il canone di concessione delle acque non prelevate.

10. I piani d’ambito di cui all’articolo 149 del d. lgs. n. 152 del 3 aprile 2006 devono essere aggiornati adeguandoli ai principi della presente legge e alle indicazioni degli specifici strumenti pianificatori di cui ai commi precedenti.

11. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, nessuna nuova concessione per sfruttamento, imbottigliamento e utilizzazione di sorgenti, fonti, acque minerali o corpi idrici idonei all’uso potabile può essere rilasciata, se in contrasto con quanto previsto nel presente articolo.

Articolo 4 (Principi relativi alla gestione del servizio idrico)

1. In considerazione dell’esigenza di tutelare il pubblico interesse allo svolgimento di un servizio essenziale, con situazione di monopolio naturale (art. 43 Costituzione), il servizio idrico integrato è da considerarsi servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.

2. La gestione del servizio idrico integrato è sottratta al principio della libera concorrenza, è realizzata senza finalità lucrative, persegue finalità di carattere sociale e ambientale, ed è finanziata attraverso meccanismi di fiscalità generale e specifica e meccanismi tariffari.

3. Il presente articolo impegna il Governo italiano all’interno di qualsiasi Trattato o Accordo internazionale.

Articolo 5 (Governo pubblico del ciclo integrato dell’acqua)

1. Al fine di salvaguardare l’unitarietà e la qualità del servizio, la gestione delle acque avviene mediante servizio idrico integrato, così come definito dalla parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale).

2. Gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture e dotazioni patrimoniali afferenti al servizio idrico integrato costituiscono il capitale tecnico necessario e indispensabile per lo svolgimento di un pubblico servizio e sono proprietà degli enti locali, i quali non possono cederla. Tali beni sono assoggettati al regime proprio del demanio pubblico ai sensi dell’art. 822 del codice civile e ad essi si applica la disposizione dell’art. 824 del codice civile. Essi, pertanto, sono inalienabili e gravati dal vincolo perpetuo di destinazione ad uso pubblico.

3. La gestione e l’erogazione del servizio idrico integrato non possono essere separate e possono essere affidate esclusivamente ad enti di diritto pubblico.

Articolo 6 (Ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato - decadenza delle forme di gestione - fase transitoria)

1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge non sono possibili acquisizioni di quote azionarie di società di gestione del servizio idrico integrato.

2. Tutte le forme di gestione del servizio idrico affidate in concessione a terzi in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, se non decadute per contratto, decadono alla medesima data.

3. Tutte le forme di gestione del servizio idrico affidate a società a capitale misto pubblico-privato in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, se non decadute per contratto, avviano il processo di trasformazione - previo recesso del settore acqua e scorporo del ramo d’azienda relativo, in caso di gestione di una pluralità di servizi - in società a capitale interamente pubblico. Detto processo deve completarsi entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

4. Le società risultanti dal processo di trasformazione di cui al comma 3 possono operare alle seguenti vincolanti condizioni :

a) divieto di cessione di quote di capitale a qualsiasi titolo;

b) esercizio della propria attività in via esclusiva nel servizio affidato;

c) obbligo di sottostare a controllo da parte degli enti affidanti analogo a quello dagli stessi esercitato sui servizi a gestione diretta;

d) obbligo di trasformazione in enti di diritto pubblico entro tre anni dalla data di costituzione.

5. Tutte le forme di gestione del servizio idrico affidate a società a capitale interamente pubblico in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, se non decadute per contratto, completano il processo di trasformazione in enti di diritto pubblico entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge.

6. Per le forme di gestione del servizio idrico di cui al comma 5, che rispettano le condizioni vincolanti di cui al comma 4, lettere a), b), e c), il termine di cui al comma 5 è prorogabile fino a un massimo di sette anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

7. In caso di mancata osservanza di quanto stabilito dal presente articolo, il Governo esercita i poteri sostitutivi stabiliti dalla legge.

8. Con decreto dei ministri competenti da emanare entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti i criteri e le modalità alle quali le Regioni e gli enti locali devono attenersi per garantire la continuità del servizio e la qualità dello stesso durante la fase transitoria di cui al presente articolo, assicurando la trasparenza e la partecipazione dei lavoratori e dei cittadini ai relativi controlli.

Articolo 7 (Istituzione del Fondo Nazionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato)

1. Al fine di attuare i processi di trasferimento di gestione di cui all’articolo 6, è istituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio il Fondo Nazionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato. Il Fondo Nazionale è alimentato dalle risorse finanziarie di cui all’articolo 12.

2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo emana un apposito regolamento per disciplinare le modalità di accesso al Fondo di cui al comma 1.

Articolo 8 (Finanziamento del servizio idrico integrato)

1. Il servizio idrico integrato è finanziato attraverso la fiscalità generale e specifica e la tariffa.

2. I finanziamenti reperiti attraverso il ricorso alla fiscalità generale sono destinati a coprire parte dei costi di investimento e i costi di erogazione del quantitativo minimo vitale garantito, come definito all’articolo 9, comma 3. Ad essi vanno destinate risorse come stabilito all’articolo 12.

Articolo 9 (Finanziamento del servizio idrico integrato attraverso la tariffa )

1. Con apposito decreto, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo definisce il metodo per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato per tutti gli usi dell’acqua, nel rispetto di quanto contenuto nel presente articolo.

2. Si definisce uso domestico ogni utilizzo d’acqua atto ad assicurare il fabbisogno individuale per l’alimentazione e l’igiene personale. La tariffa per l’uso domestico deve coprire i costi ordinari di esercizio del servizio idrico integrato ad eccezione del quantitativo minimo vitale garantito, di cui al comma 3.

3. L’erogazione giornaliera per l’alimentazione e l’igiene umana, considerata diritto umano e quantitativo minimo vitale garantito è pari a 50 litri per persona. E’ gratuita e coperta dalla fiscalità generale.

4. L’erogazione del quantitativo minimo vitale garantito non può essere sospesa. In caso di morosità nel pagamento, il gestore provvede ad installare apposito meccanismo limitatore dell’erogazione, idoneo a garantire esclusivamente la fornitura giornaliera essenziale di 50 litri al giorno per persona.

5. Per le fasce di consumo domestico superiori a 50 litri giornalieri per persona, le normative regionali dovranno individuare fasce tariffarie articolate per scaglioni di consumo tenendo conto :

a) del reddito individuale; b) della composizione del nucleo familiare; c) della quantità dell’acqua erogata; d) dell’esigenza di razionalizzazione dei consumi e di eliminazione degli sprechi.

6. Le normative regionali dovranno inoltre definire tetti di consumo individuale, comunque non superiori a 300 litri giornalieri per abitante, oltre i quali l’utilizzo dell’acqua è assimilato all’uso commerciale; di conseguenza la tariffa è commisurata a tale uso e l’erogazione dell’acqua è regolata secondo i principi di cui all’articolo 2.

7. Le tariffe per tutti gli usi devono essere definite tenendo conto dei principi di cui all’articolo 9 della Direttiva 2000/60 CE e devono contemplare, con eccezione per l’uso domestico, una componente aggiuntiva di costo per compensare :

a) la copertura parziale dei costi di investimento; b) le attività di depurazione o di riqualificazione ambientale necessarie per compensare l’impatto delle attività per cui viene concesso l’uso dell’acqua; c) la copertura dei costi relativi alle attività di prevenzione e controllo.

Articolo 10 (Governo partecipativo del servizio idrico integrato)

1. Al fine di assicurare un governo democratico della gestione del servizio idrico integrato, gli enti locali adottano forme di democrazia partecipativa che conferiscano strumenti di partecipazione attiva alle decisioni sugli atti fondamentali di pianificazione, programmazione e gestione ai lavoratori del servizio idrico integrato e agli abitanti del territorio. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni definiscono, attraverso normative di indirizzo, le forme e le modalità più idonee ad assicurare l’esercizio di questo diritto.

2. Ai sensi dell’articolo 8 d. lgs. 267/2000, gli strumenti di democrazia partecipativa di cui al comma 1 devono essere disciplinati negli Statuti dei Comuni.

3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Governo definisce la Carta Nazionale del Servizio Idrico Integrato, al fine di riconoscere il diritto all’acqua, come definito all’articolo 9, comma 3, e fissare i livelli e gli standard minimi di qualità del servizio idrico integrato. La Carta Nazionale del Servizio Idrico Integrato disciplina, altresì, le modalità di vigilanza sulla corretta applicazione della stessa, definendo le eventuali sanzioni applicabili.

Articolo 11 (Fondo Nazionale di solidarietà internazionale)

1. Al fine di favorire l’accesso all’acqua potabile per tutti gli abitanti del pianeta, e di contribuire alla costituzione di una fiscalità generale universale che lo garantisca, è istituito il Fondo Nazionale di solidarietà internazionale da destinare a progetti di sostegno all’accesso all’acqua, gestiti attraverso forme di cooperazione decentrata e partecipata dalle comunità locali dei paesi di erogazione e dei paesi di destinazione, con l’esclusione di qualsivoglia profitto o interesse privatistico.

2. Il Fondo si avvale, fra le altre, delle seguenti risorse :

a) prelievo in tariffa di 1 centesimo di Euro per metro cubo di acqua erogata a cura del gestore del servizio idrico integrato; b) prelievo fiscale nazionale di 1 centesimo di Euro per ogni bottiglia di acqua minerale commercializzata.

3. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo emana un apposito regolamento per disciplinare le modalità di accesso al Fondo di cui al comma 1.

Articolo 12 (Disposizione finanziaria)

1. La copertura finanziaria della presente legge, per quanto attiene alla fiscalità generale, di cui all’articolo 8, comma2, e al Fondo Nazionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, di cui all’articolo 7, comma 1, è garantita attraverso :

a) la destinazione, in sede di approvazione della Legge Finanziaria, di una quota annuale di risorse non inferiore al 5% delle somme destinate nell’anno finanziario 2005 alle spese militari, prevedendo per queste ultime una riduzione corrispondente;

b) la destinazione di una quota parte, pari a 2 miliardi di Euro/ anno, delle risorse derivanti dalla lotta all’elusione e all’evasione fiscale;

c) la destinazione dei fondi derivanti dalle sanzioni emesse in violazione delle leggi di tutela del patrimonio idrico;

d) la destinazione di una quota parte, non inferiore al 10%, dell’I.V.A. applicata sul commercio delle acque minerali;

e) l’allocazione di una quota annuale delle risorse derivanti dall’introduzione di una tassa di scopo relativa al prelievo fiscale sulla produzione e l’uso di sostanze chimiche inquinanti per l’ambiente idrico;

2. Il Governo è delegato a adottare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo di definizione della tassa di scopo di cui al comma 1, lettera e .

3. Le risorse destinate dagli Enti Locali al finanziamento del servizio idrico integrato, secondo le modalità di cui alla presente legge, non rientrano nei calcoli previsti dal patto di stabilità interno previsto dalla Legge Finanziaria annuale.

Articolo 13 (Abrogazione)

1. Sono abrogate tutte le disposizioni incompatibili con la presente legge.

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Proposta di legge
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Torriglia (GE) 17 Gennaio 2009 - Inizio ufficiale

17 GENNAIO 2009 - TORRIGLIA (GE)

INIZIA UFFICIALMENTE LA CAMPAGNA POPOLARE

Le associazioni contitolari della Campagna si sono riunite a Torriglia (GE) in occasione dell'incontro del "Mandillo dei Semi" per dare inizio ufficiale alla raccolta di firme della petizione per una legge che istituisca la figura del contadino. Un nuovo contadino, o una nuova contadina.  Liberi dalla burocrazia, dediti alla vendita diretta, orientati all'autosufficienza, soldali fra di loro,  rispettosi della fertilità della loro terra e della biodiversità rurale, non sono imprenditori agricoli, non chiedono finanziamenti pubblici, non ambiscono a possedere grandi appezzamenti di terreno. Ma chiedono di poter esistere e di esseere lasciati in pace, soprattutto dalla burocrazia e dai regolamenti di mercato.

In “Lettere a una professoressa” (1967) don Lorenzo Milani ricordava che “nulla è più ingiusto che fare parti uguali tra disuguali”. Così, anche trattare allo stesso modo, con lo stesso regime normativo, sanitario e fiscali

  • chi, da una parte, pratica un’agricoltura di basso o nessun impatto ambientale, fondata su una scelta di vita legata a valori di benessere o ecologia o giustizia o solidarietà più che a fini di arricchimento e profitto; un’agricoltura quasi invisibile per i grandi numeri dell’economia, ma irrinunciabile per mantenere fertile e curata la terra (soprattutto in montagna e nelle zone economicamente marginali), per mantenere ricca la diversità di paesaggi, piante e animali, per mantenere vivi i saperi, le tecniche e i prodotti locali, per mantenere popolate le campagne e la montagna; e

  • chi, invece, pratica un’agricoltura orientata al profitto e all’ottenimento di premi e contributi; spesso fondata su monocolture monovarietali; erosiva della biodiversità, dell’acqua e della fertilità del suolo; disattenta per la salute di chi lavora la terra e i suoi prodotti e di chi li consuma; indifferente allo sfruttamento delle persone e delle risorse ambientali;

è prontamente ingiusto e – se la legalità si fonda sulla giustizia – illegale.

Scopo della Campagna è raccogliere, nel corso del 2009, il più alto numero di adesioni (di organizzazioni) e di firme (di persone) per arrivare a chiedere al Ministro delle Politiche Agricole e ai Presidenti delle Regioni l’apertura di tavoli di confronto e dialogo sui 5 punti proposti, come primo passo per iniziare a distinguere la figura e il ruolo dei contadini e liberarli per quanto sia possibile dalla burocrazia che ne appesantisce e ne ostacola (per non dire “ne impedisce”) il lavoro.

Altro scopo della Campagna è riunire sotto un primo cartello di richieste semplici (anche se non ottenibili in modo semplice) e concrete alcune tra le necessità e soluzioni comunemente denunciate da chi lavora dentro e intorno al mondo rurale.

Le organizzazioni (formali o non formali, nazionali o locali) sono invitate ad aderire alla Campagna come promotori e contitolari o a dare comunque un sostegno attivo per la sua buona riuscita.

Finora sono promotori e contitolari della Campagna cinque organizzazioni: di queste due fanno parte della Rete Semi Rurali: il Consorzio della Quarantina e Civiltà Contadina. Le altre organizzazioni sono: Rete Bioregionale Italiana, associazione Antica Terra Gentile, rete Corrispondenze e Informazioni Rurali. Oltre ai promotori, sostengono la Campagna il collettivo Critical Wine / Terra e Libertà di Genova, il Consorzio Valle Scrivia, la rivista AAM Terranova, il sito www.ruralpini.it

Alla proposta di adesione inviata alle altre organizzazioni della Rete Semi Rurali nel settembre scorso non è finora seguita alcuna adesione, né sono state finora fatte azioni di sostegno da parte del coordinamento della stessa Rete.

Pur non essendo la Campagna ancora entrata nel vivo del suo svolgimento, sono già giunte alcune centinaia di adesioni, soprattutto dal centro Italia, ed è stata presentata pubblicamente in provincia di Alessandria, Bergamo, Genova, Milano, Udine e Verona.

 

Firma anche tu la petizione!

Si comincia dalla firma, un segnale importante e personale di partecipazione. Si continua con la discussione per aggiungere altre proposte che si formalizzeranno al di la della petizione. Iscriviti al sito e partecipa alla community: questo è un luogo per incontrarsi e confrontarsi per la rinascita della figura del contadino e della contadina.

 

In che modo puoi partecipare anche tu alla campagna popolare:

  • innanzitutto firmando e facendo firmare la petizione web in questa pagina;
  • puoi raccogliere firme stampando questo modulo e facendolo firmare; se hai un'attività aperta al pubblico potresti organizzare un punto fisso di raccolta dove far trovare i moduli cartacei da firmare; puoi segnalarlo tramite questa pagina;
  • discuti sulla Campagna Popolare in queste pagine; ogni punto della petizione è stato riportato suddividendoli nelle pagine del sito lasciando aperta la possibilità di commento; puoi commentare anche senza iscriverti al sito e dalla discussione possono emergere i punti di vista che aggiungono maggiore valore alla proposta;
  • lascia in "Di la tua" la tua proposta per il futuro della campagna: questa campagna non è un punto di arrivo ma di partenza e noi che la stiamo promuovendo sappiamo molto bene che i punti della campagna non sono sufficienti ma da qualche parte occorre cominciare; lancia la tua proposta e sarà vagliata con attenzione;
  • linkaci al tuo sito: se hai un tuo sito esponi un nostro link per farci arrivare visitatori; vedi i banners disponibili in questa pagina;
  • se fai parte di una organizzazione proponile di entrare anch'essa fra i promotori di questa campagna per portare questa petizione a diventare legge; per aderire leggi questa pagina


dal sito: ECCE TERRA.org

Dossier nuova linea ferroviaria AV e AC Brennero-Verona

 
Nota di redazione

 
Gli autori di questo testo sono cittadini residenti nella valle dell'Adige che hanno deciso di contribuire all'opposizione ad un progetto inutile, devastante ed enormemente costoso - la nuova linea ferroviaria per l’alta velocità e l’alta capacità lungo l’asse del Brennero - raccogliendo, selezionando e studiando la molta informazione disponibile su di esso per restituirla in una forma sintetica, accessibile a qualunque persona interessata, senza rinunciare a qualche commento.

Questo lavoro vorrebbe quindi offrire al lettore elementi per valutare in modo critico sia il progetto sia alcuni problemi generali posti dall’intera gestione del programma italiano di infrastrutturazione TAV.

 I dati presentati provengono dagli studi preliminari e dagli studi di impatto ambientale condotti dai promotori dei progetti, dalla letteratura (soprattutto indipendente), da siti web, dalla stampa e da atti di convegni, puntualmente richiamati nelle note. Le pochissime elaborazioni autonome - sempre riconoscibili - intendono proporre annotazioni aggiuntive e osservazioni critiche.

I dati sui danni ambientali attesi dalle opere sono presentati anche tenendo conto degli effetti dichiarati degli interventi di mitigazione e compensazione che comunque sono annunciati dai progettisti solitamente in modo generico senza stime di costi e di reale efficacia.

Nelle molte note al testo le indicazioni bibliografiche sono quasi sempre ripetute per esteso allo scopo di facilitare la lettura per parti.

 Chi ha scritto queste pagine non può escludere qualche imprecisione nell’interpretazione o nella restituzione dei dati rilevati, scusandosene con il lettore.

Il testo presenta purtroppo alcuni disequilibri tra le varie parti, perché scritto in fasi diverse con priorità differenti. Non è tuttavia più possibile il suo ulteriore aggiornamento periodico perché il materiale risulta ormai troppo ampio e difficile da trattare.

Ci fermiamo comunque in un momento in cui - dopo la conclusione del progetto definitivo del tunnel di base, dello studio di fattibilità delle tratte Sud in Provincia di Bolzano e del progetto preliminare per le tratte in Provincia di Trento - la "grande opera" risulta nel complesso e nelle sue singole porzioni costantemente sostenuta dai suoi promotori ma sempre più evidentemente inutile, disallineata con gli obiettivi propagandati, sviante rispetto ai problemi di inquinamento per il traffico merci sulla A22, distruttiva per l'ambiente, finanziariamente insostenibile e comunque quasi per intero non finanziata.

 Le informazioni sulla situazione continueranno tuttavia ad essere aggiornate e messe a disposizione attraverso presentazioni power point.

Questo lavoro - oltre ai materiali citati nelle note - ha in qualche parte utilizzato il dossier preparato dallo "Spazio aperto No Inceneritore No TAV di Trento e Rovereto", del 27.2.2007, dal titolo "Le nostre ragioni contro il progetto della nuova linea ferroviaria ad Alta velocità Verona-Brennero-Monaco" e si è servito di rassegne stampa messe a disposizione continuativamente da "Nimby trentino" dal marzo 2007 al novembre 2008. La selezione delle informazioni dalla stampa, curata anche dai compilatori, è proseguita fino al 30.11.2008.

Testo destinato a circolazione ed uso libero non commerciale

In caso d’uso è gradita la citazione della fonte

 

Continua (1.54 Mb)

 Allegato A (5.65 Mb)



E' partito il 2 Gennaio 2009 da Chennai il "Climate Solutions Road Tour", con protagonisti i Solar Punch, band musicale che utilizza solo energia fotovoltaica e viaggia su Reva elecritc cars, camion che camminano grazie al carburante fornito dagli oli e dagli scarti alimentari solitamente decantati nelle pagine del blog di Beppe Grillo, in compagnia di una decina di esperti dell'organizzazione per la difesa dell'ambiente Indian Youth Climate Network. Lo scopo di questa iniziativa on the road, conclusasi il 5 Febbraio con l'arrivo a Nuova Dehli, era quello di far visita al maggior numero di scuole e collegi indiani possibile, per divulgare e facilitare tra i giovani soluzioni di sviluppo eco-sostenibile immediatamente realizzabili, quali la fitodepurazione, l'energia eolica e i pannelli solari, i cui metodi di installazione e progettazione sul posto vengono efficacemente illustrati dagli stessi Solar Punch in alcuni incontri denominati "climate leadership training".


da: unimondo.org

Reclaiming Public Water

Il testo dell'appello (tradotta in italiano) che 70 organizzazioni europee attive sui temi del commercio internazionale, dell'ambiente, della difesa dei diritti e dei beni comuni hanno inviato al commissario UE allo Sviluppo Louis Michel.
In sostanza si chiede che l'UE abbandoni la politica attuale di puntare sulla partecipazione privata nella gestione dei servizi pubblici per sostenere la partecipazione pubblica.

A: Louis Michel
Commissario Europeo per lo Sviluppo e gli Aiuti Umanitari
Commissione Europea
Rue de la Loi 200
B-1049 Bruxelles
Belgio

22 Marzo 2005 - World Water Day

Egregio Commissario Michel,

I gruppi sottoscritti della società civile richiedono una rivalutazione e un cambio direzionale nell'approccio dell'Unione Europea alla crisi per quanto riguarda la disponibilità di acqua potabile e di servizi igienici nei paesi in via di sviluppo. Noi rappresentiamo una coalizione di gruppi della società civile preoccupati per come vengono utilizzati i fondi di sostentamento stanziati dall'Unione Europea e la sua influenza politica per promuovere delle politiche che non stanno funzionando e che si basano sulla fornitura di fondi extra alle compagnie europee, invece di far fronte alle reali necessità di sviluppo della fornitura di acqua e servizi igienici.

Contrariamente a questo, abbiamo particolarmente apprezzato la Vostra dichiarazione sui servizi pubblici durante la Vostra udienza al Parlamento Europeo (6 ottobre 2004). Il fatto che il Commissario Europeo per lo Sviluppo e gli Aiuti Umanitari abbia affermato, come Voi avete fatto, che non tutto deve diventare necessariamente una merce (commodity), che i servizi pubblici sono la chiave per affrontare le necessità fondamentali dei paesi in via di sviluppo e che i servizi essenziali dovrebbero essere esenti dalle pressioni di mercato, è un importante passo in avanti. Come questo possa diventare realtà nel campo della fornitura di acqua e di servizi igienici sarà una prova decisiva per le politiche dell'Unione Europea per uno sviluppo più esteso nel tentativo di ottenere i Millenium Development Goals (MDGs). Crediamo che ci siano delle risoluzioni chiave dell'Unione Europea che dovrebbero essere analizzate con attenzione e reindirizzate, se fosse possibile.

L'ondata di privatizzazione dell'acqua durante l'ultimo decennio si è dimostrata inefficace. Le esperienze concrete nei paesi in via di sviluppo hanno mostrato come le multinazionali siano poco adatte per fornire acqua potabile e disponibile alle popolazioni povere. Recentemente, inoltre, le stesse compagnie hanno riconosciuto che il loro bisogno di ottenere un profitto ragionevole significa che mireranno ad investire nelle città più grandi e più ricche. L'investimento nel settore privato non ha portato gli attesi finanziamenti nella fornitura di acqua e servizi igienici per le popolazioni povere.

Invece di sviluppare nuove politiche basate su quello che dovrebbe risolvere il problema, i Governi Europei e le istituzioni finanziarie internazionali stanno mettendo a punto un nuovo meccanismo per coinvolgere il settore privato nella fornitura di acqua e servizi igienici, includendo diversi strumenti finanziari per garantire i profitti dell'associazione. Questo ignora completamente i fondamenti alla base del fallimento del settore privato e il fatto che gli strumenti pubblici continuano a fornire acqua ad una maggioranza schiacciante di coloro che hanno l'acqua a disposizione nei paesi in via di sviluppo.

Gli strumenti pubblici, per una grande varietà di ragioni, possono non riuscire a portare a termine il servizio di distribuzione completamente, includendo coloro che abitano nelle zone peri-urbane in rapida crescita. Allo stesso tempo, sono stati portati a termine degli importanti miglioramenti nella disponibilità di acqua potabile e di servizi igienici nelle città del terzo mondo, attraverso diverse forme innovative di gestione delle risorse idriche pubbliche (come è documentato per esempio nella nuova pubblicazione "Reclaiming Public Water"1). Le opzioni plausibili di fornitura dell'acqua provengono dal miglioramento degli strumenti pubblici già esistenti su schemi di gestione basati sulla comunità. Questi esempi vengono completamente ignorati dai fornitori. Noi crediamo che in seguito alle esperienze di quello che in realtà può funzionare, insieme al fallimento del settore privato globale, sia tempo di focalizzare il dibattito sulla disponibilità di acqua globale, sul problema principale: come migliorare ed espandere la fornitura pubblica di acqua nel mondo?

Questa richiesta è già stata fatta dal Parlamento Europeo nella risoluzione nel settembre 2003 riguardo all'approccio dell'Unione Europea al problema acqua nei paesi in via di sviluppo, nella quale si insisteva sulla "necessità di aiutare le autorità pubbliche locali nel tentativo di stabilire un sistema innovativo, partecipativo e democratico per la pubblica gestione dell'acqua in modo da renderlo efficiente, trasparente e regolato e coerente con gli obiettivi di uno sviluppo sostenibile per riuscire a soddisfare le necessità della popolazione".

Questo particolare tipo di focalizzazione comporta delle azioni politicamente coerenti da parte della Commissione Europea e dei governi della UE che contribuiscono agli aiuti. Abbiamo assistito a dei miglioramenti nell'ambito della fornitura pubblica di acqua nei paesi in via di sviluppo fuori da qualsiasi previsione. Uno degli ostacoli principali da affrontare è il sistematico preconcetto da parte delle istituzioni finanziarie internazionali e dei governi coinvolti per la fornitura pubblica di acqua, che inseriscono delle condizionalità di privatizzazione ai prestiti e alle sovvenzioni per lo sviluppo, e usano i budget destinati agli aiuti per finanziare le principali imprese multinazionali.

Prima di tutto, c'è il bisogno di trovare dei finanziamenti senza condizioni politiche. Un esempio recente è il caso verificatosi ad El Alto, Bolivia, dove il governo revocò la concessione dell'acqua a Suez, dopo sette anni di privatizzazione (ufficialmente descritta come "la partnership tra pubblico e privato") avendo fallito nel fornire i miglioramenti pattuiti. La popolazione locale richiede uno strumento pubblico con la partecipazione dei cittadini, ma l'organizzazioni tedesca per gli aiuti umanitari GTZ si rifiuta di fornire i prestiti necessari se Suez non verrà coinvolta nella gestione. Il Department for International Develpoment in Gran Bretagna (DfID) è stato recentemente accusato di utilizzare i budget stanziati per gli aiuti umanitari per finanziare la privatizzazione attraverso il finanziamento di "consulenti per la privatizzazione dell'acqua", e la promozione del meccanismo di finanziamento mirato esclusivamente al settore privato.

L'Unione Europea ricopre un ruolo specifico nel garantire che i programmi di sostentamento per la fornitura di acqua e servizi igienici nei paesi in via di sviluppo (compreso lo European Union Water Facily2) non siano condizionati dal settore privato. Il processo dell'EU Water Iniziative è stato ampiamente influenzato dall'espansione del settore privato e dovrebbe essere ri-orientato e coordinato unendo gli sforzi dell'Unione Europea insieme alle politiche di supporto riguardanti la fornitura d'acqua che hanno dimostrato essere efficaci. I governi dell'Unione Europea e la Commissione Europea devono aumentare il loro impegno nel sostenere politicamente, tecnicamente e finanziariamente la fornitura pubblica di acqua.

I servizi pubblici per la fonitura di acqua europei dovrebbero impegnarsi per raggiungere gli obiettivi degli MDG riguardanti l'acqua, attraverso delle partnership no profit.

Nel ridimensionare il suo ruolo, l'Unione Europea dovrebbe considerare come priorità l'espansione della sua interazione con gli esponenti delle società civili, soprattutto quelli nel Sud del mondo.

Nei dibattiti internazionali, l'Unione Europea deve utilizzare la sua influenza per ri-orientare le politiche della Banca Mondiale e delle altre IFI per porre fine alle condizioni di privatizzazione legate agli aiuti finanziari per coloro che lo richiedono. L'Unione Europea deve smettere di esercitare pressioni sui paesi in via di sviluppo per liberalizzare i servizi di fornitura dell'acqua attraverso delle negoziazioni di mercato all'interno del World Trade Organisation come anche attraverso dei negoziati bilaterali/regionali di mercato con i paesi in via di sviluppo (EPA, Mercusor, ecc.). L'Unione Europea dovrebbe in ogni caso promuovere il diritto umano di accesso all'acqua.

Durante il World Water Forum a Kyoto, Marzo 2003, la Commissione Europea si è presentata come un devoto difensore della liberalizzazione e del settore privato nella gestione delle risorse idriche. Vi invitiamo quindi a garantire dal prossimo World Water Forum (Messico, Marzo 2006),che l'Unione Europea presenterà un'attitudine diversa nei riguardi della fornitura di acqua e di servizi igienici nei paesi in via di sviluppo. Fornendo il supporto finanziario e politico necessario alle risoluzioni politiche efficaci, l'Unione Europea riuscirà a risolvere e non a peggiorare il problema.

Sottoscritto da:

- ACME France
- ADEID, Cameroon
- Africa-Europe Faith and Justice Network (AEFJN)
- Agua para Siempre, Mexico
- ATTAC Austria
- ATTAC Finland
- ATTAC Flanders
- ATTAC Hungary
- ATTAC Italy
- ATTAC Sweden
- Bond Beter Leefmilieu, Belgium
- Both ENDS, The Netherlands
- Bread for the World, Germany
- B㼀ndnis f㼀r Eine Welt, Austria
- Bureau Ver(?)antwoord, The Netherlands
- Center for Encounter and active Non-Violence, Austria
- Center for International Studies, Nicaragua
- CIPSI (Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale), Italy
- Coalition of the Flemish North-South Movement - 11.11.11, Belgium
- COECOCeiba (Friends of the Earth), Costa Rica
- Corporate Europe Observatory (CEO), The Netherlands
- Dachverband entwicklungspolitischer Organisationen in K㤀rnten, Austria
- Eco Counselling Centre Galati, Romania
- Ecologistas en Acci㳀n, Spain
- European Federation of Public Service Unions (EPSU)
- FERN Europe
- FIAN International
- Foundation for grassroots initiatives in Africa, Ghana
- France Amerique Latine, France
- Friends of the Earth Canada
- Friends of the Earth Finland
- Friends of the Earth France
- Friends of the Earth Netherlands
- Friends of the Earth Slovakia
- Friends of The Earth Sweden
- GATS-platform, The Netherlands
- Green League, Germany
- ICCO (Interchurch Organisation for Development Coorperation), The Netherlands
- Initiative Colibri, Germany
- Institute for Agriculture and Trade Policy, USA
- Institute for Economic Relocalisation, France
- International Network on Labour and Development (IRENE), The Netherlands
- Italian Committee for the Global Water Contract
- KOSA, Germany
- NGO Forum on Environment and Development, Germany
- Observatorio de la Deuda en la Globalizaci㳀n, Catalunya, Spain
- One World Action, United Kingdom
- Plataforma por la Defensa de los Servicios Pùblicos-Madrid, Spain
- Protect the Future!, Hungary
- PROTOS, Belgium
- Public Citizen, United States
- Public Services International (PSI)
- Rete Lilliput, Italy
- RMALC (Mexican Action Network on Free Trade)
- ROBA dell'Altro Mondo fair trade, Italy
- Sheffield Friends of the Earth, United Kingdom
- S㼀dwind Agentur, Austria
- S㼀dwind Tirol, Austria
- Tearfund, United Kingdom
- Transnational Institute, The Netherlands
- Unser-Wasser-Hamburg, Germany
- Vannbevegelsen / Water Movement, Norway
- War on Want, The Netherlands
- WasserInB㼀rgerhand!, Germany
- Water Pressure Group, New Zealand
- WEED, Germany
- Wemos, The Netherlands
- WIDE (Network Women in Development Europe)
- Women's International League for Peace and Freedom, United Kingdom
- World Development Movement, United Kingdom

"Reclaiming Public Water" è stato scritto da responsabili di diversi servizi, sindacalisti e attivisti della società civile provenienti da più di venti paesi. Il libro venne pubblicato in cooperativa dal Translational Institute e il Corporate Europe Observatory nel Gennaio 2005.

Risposta della Società Civile all'Istituzione di una EU Water Facility, "Che si occupa realmente dei problemi legati all'acqua e ai servizi igienici nei paesi ACP" (facenti cioè parte della zona caraibica, pacifica e africana) (Marzo 2004).

(Traduzione dall'inglese di Tommaso Rossi)



MOVIMENTO NAZIONALE STOP AL CONSUMO DEL TERRITORIO


Cari Amici/Amiche,

l'Estate pare portare con sè innumerevoli ottime rivendicazioni da parte dei cittadini italiani, sul tema del consumo di suolo/territorio e sulla pianificazione regionale.

Qualche esempio:

Lombardia:
Comitati No Tangenziale all'attacco: "Il Parco del Ticino ci prende in giro".
http://www.stopalconsumoditerritorio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=150&Itemid=76

Veneto:
Il nuovo Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC): una minaccia per il paesaggio, il clima e la qualità della nostra vita.
http://www.stopalconsumoditerritorio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=113&Itemid=37

Lazio/Toscana:
No al Corrid! oio Roma-Latina.
http://www.stopalconsumoditerritorio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=151&Itemid=76

 

Appuntamenti a breve: vi invitiamo a seguire le mille iniziative direttamente dal sito nazionale, nella sezione APPUNTAMENTI. In particolare vi segnaliamo:

Martedì 23 Giugno:
Manifestazione ad Asti: No all'alienazione delle aree a servizi da parte del Comune.

Sabato 27 Giugno:
Manifestazione a Campiglia Marittima (Livorno): Assemblea Rete Comitati


Sabato 27 Giugno:
Incontro a Vicenza: Assemblea regionale contro il PTRC

 

Alessandro Mortarino per Segreteria nazionale Movimento per lo "Stop al Consumo di Territorio"


Movimento Nazionale Stop al Consumo di Territorio

 


Oggetto: [acqua] IRIDE-ENIA: QUESTO MATRIMONIO NON S’HA DA
FARE!_COMUNICATO STAMPA_Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Data: Wed, 22 Apr 2009 13:49:36 +0200
Da: Segreteria Forum Acqua <segreteria@acquabenecomune.org>
A: hyperlink@lists.riseup.net, referenti@acquabenecomune.org,
comitato-promotore@acquabenecomune.org,
coordinamento-regionale-acqua-pubblica-lazio@yahoogroups.com, CRAP
<crap_mailinglist@yahoogroups.com>

*COMUNICATO STAMPA*

*IRIDE-ENIA: QUESTO MATRIMONIO NON S’HA DA FARE!*

*E PER QUELLI CHE “…. BASTA IL 51%”, SORPRESA: NON C’E’ NEPPURE QUELLO!*

*Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua ribadisce la propria netta
contrarietà alla fusione Iride-Enìa.* Se tale operazione andasse in
porto, ci troveremmo di fronte ad un ulteriore accelerazione dei
processi di privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici nel nostro
Paese.

Il servizio idrico di Genova e del Nord Emilia verrebbe consegnato a
Veolia, proprio quando questa multinazionale viene mandata via da Parigi
e il futuro della stessa SMAT di Torino entrerebbe in un’inevitabile
orbita privatrizzatrice; gli altri servizi pubblici verrebbero
definitivamente messi sul mercato e finanziarizzati; l’estensione
territoriale della nuova società produrrebbe un’ancor più marcata
perdita di ruolo dei Consigli Comunali rispetto a decisioni sempre più
sequestrate dal CdA del nuovo colosso finanziario.

Il dibattito in questi ultimi giorni si è concentrato su quelli che
dovrebbero essere alcuni “paletti” per ridurre il danno di questa
inaccettabile scelta, in particolare il mantenimento del 51% della
proprietà pubblica. Mentre i più discettavano e si intrattenevano su
questo tema, non ci si è preoccupati di vedere bene cosa recita il
famoso emendamento allo Statuto che viene proposto al voto nei Consigli
comunali di Torino e Genova. In realtà,* quella modifica non garantisce
neanche il mantenimento del 51% nelle mani degli Enti Locali.* Infatti,
il testo dice che “il capitale sociale della Società deve essere
detenuto in maniera rilevante e comunque non inferiore al 51% da enti
pubblici locali o da consorzi costituiti ai sensi dell'art. 31 D.Lgs. n.
267/2000 o da consorzi o società di capitali di cui gli enti pubblici
locali o i consorzi costituiti ai sensi dell'art. 31 D.Lgs. 267/2000
detengono almeno l'80% del capitale sociale". Come si può vedere da una
lettura un po’ attenta, il 51% può essere raggiunto anche tramite
società di capitali di cui gli Enti Locali o Consorzi detengano almeno
l’80% del capitale sociale: si può cioè, anche dopo questa modifica,
scendere tranquillamente nei fatti al di sotto del 51% posseduto dagli
Enti Locali.

Ci interessa poi sottolineare altri due punti, anche questi
assolutamente ignorati dalla discussione di questi giorni. Il primo è
che *si sta preparando un “vulnus” istituzionale* che chiunque tenga in
considerazione le regole e la correttezza dei percorsi istituzionali non
può ignorare. Si vuole concludere tutto con la riunione dei CdA di Iride
ed Enìa all’inizio della prossima settimana: così facendo non si faranno
votare i Consigli Comunali emiliani che hanno approvato uno Statuto
differente. Né si può dire che basta una decisione delle Giunte al loro
posto e che si i Consigli Comunali si pronunceranno più avanti: come si
fa a sostenere che una Giunta oggi prende un impegno per un Consiglio
comunale che potrebbe avere all’epoca una composizione diversa da quella
di oggi e non rispondente a quella dell’attuale Giunta visto che in
diversi di quei Comuni si voterà all’inizio di giugno?

Il secondo punto è che *a fine giugno scade la concessione per una parte
del servizio idrico nell’area genovese, il che significa, come a Parigi,
che potrebbe essere avviato un primo processo di ripubblicizzazione
dello stesso.* Dare il via libera alla fusione significa, invece, aver
già deciso che continua e si rafforza la privatizzazione dell’acqua,
anche dove, come in questo caso, ci sono condizioni più favorevoli che
in altri contesti per la ripubblicizzazione.

Per tutti questi motivi ribadiamo con forza che la fusione Iride-Enia va
comunque fermata e invitiamo i consiglieri comunali di Genova e Torino a
votare NO a questa decisione.

*FORUM ITALIANO MOVIMENTI PER L’ACQUA*

Contatti e informazioni:
Paolo Carsetti (Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua)
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00; Cell. 333 6876990
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
<mailto:segreteria@acquabenecomune.org>
Sito web: www.acquabenecomune

.org <http://www.acquabenecomune.org/>